L’ITALIA DEL CRICKET SMENTISCE CARLO MARX

L’ITALIA DEL CRICKET SMENTISCE CARLO MARX

04/09/2018

L’ITALIA DEL CRICKET SMENTISCE CARLO MARX
 
A 20 anni di distanza dai trionfali Europei del 1998 in cui infilò una imbattuta cinquina culminata con la straordinaria vittoria sull’Inghilterra, l’Italia del cricket è tornata nei Paesi Bassi per disputare il 2018–19 ICC World Twenty20 Europe Qualifier, torneo preliminare di 18 squadre da cui sarebbero uscite le sei finaliste che dal 13 al 21 giugno 2019 a Guernsey si giocheranno l’unico posto disponibile per il World Cup Qualifying Tournament che assegnerà sei posti per la T20 World Cup in programma in Australia nell’ottobre 2020.
 
Inserita nel gruppo B con Belgio, Finlandia, Isola di Man, Jersey e Spagna, la Nazionale partiva, da un lato, con i favori del pronostico ma, dall’altro, con l’inevitabile pressione che tale ruolo porta con se.
 
I ragazzi di Kelum Perera esordivano contro la Spagna con una prova di maturità incentrata sul 41 (37 palle) dell’esordiente Nick Maiolo, oriundo di Perth d’estrazione calabrese,  ben sostenuto dal pianorese Manpreet Singh con 28 (19 palle) e dal capitano del Kingsgrove Milano Joy Perera con 21 (18 palle). Il punteggio finale di 147, che a fine innings poteva apparire più basso dello sperato, forniva una prima indicazione sulla difficoltà nelle condizioni di battuta che avrebbero caratterizzato l’intero torneo. La Spagna inseguiva faticando sin dall’inizio fino al colpo di grazia infertogli nel 14° over da un altro esordiente, l’italo – neo zelandese Michael Ross che con due eliminazioni in tre palle chiudeva la porta in faccia agli iberici, limitati a 115 punti.
 
Dopo un paio d’ore di riposo, la Nazionale tornava in campo per l’incontro sulla carta più difficile, quello con gli eterni rivali di Jersey. Contro lanciatori di ben altra caratura degli spagnoli, gli azzurri arrancavano in battuta chiudendo a 101/9. Questo punteggio, decisamente povero, era frutto di un recupero, costruito intorno al 27 (27 palle) di Maiolo, dopo che l’Italia a 41/5 sembrava non dovesse neppure raggiungere le tre cifre. L’intervento di Giove Pluvio che interrompeva la partita, annullando quanto avvenuto e rinviandola di 48 ore, risultava, quindi, gradito oltreché provvidenziale.
 
Prima di affrontare il recupero con Jersey, però, c’era da sbrigare la pratica Finlandia, faccenda facilmente risolta seppur a caro prezzo. Per irrobustire lo slancio iniziale, infatti, veniva mandato in apertura Joy Perera che rispondeva egregiamente, 34 punti in altrettante palle, prima d’infortunarsi compromettendo in modo definitivo il suo torneo. Con 50 (37 palle) di Manpreet Singh e 32 (28 palle) del sempre positivo Maiolo, l’Italia, come con la Spagna, chiudeva a 147. Ci pensavano, poi, i lanciatori ad effetto Madupa Fernando (4/22) e Rakibul Hasan (3/13) a demolire i finnici, liquidati per soli 91 punti.
 
La ripetizione con Jersey mostrava il lato migliore dell’Italia. Vinto il sorteggio, capitan Munasinghe optava per il lancio. Si assisteva ad una replica a parti invertite della prima partita con gli isolani che non riuscivano a far decollare il loro innings. Tutti i lanciatori mantenevano la pressione con il sorprendente trentino Baljit Singh su tutti. Il giocatore di Sarnico con 2/11 in quattro over tarpava le ali alla fase centrale dell’innings degli avversari, contenuti a soli 112 punti. Il fallimento dei due pilastri, Manpreet Singh e Maiolo, responsabilizzava gli altri battitori. Il bergamasco Jaspreet Singh 32 (23 palle) ed il lagunare pianorese Anam Mollik 11 (21 palle), con un connubio che mischiava pazienza ed aggressione, creavano i presupposti per l’accelerazione finale di Ross 26 (22 palle) e Fida Hussain 18 (21 palle) che portavano a casa la vittoria con ben 13 palle d’anticipo.
 
Il Belgio era l’ultimo ostacolo che si frapponeva tra l’Italia e l’aritmetica qualificazione. E’ stata questa la prova meno convincente dell’Italia in campo con il solo pianorese Rakibul Hasan (3/17) che lanciava al meglio. Il Belgio racimolava così 141 punti, score non mastodontico ma comunque da approcciare con il dovuto rispetto. Questo faceva l’Italia con tutti i battitori che si applicavano raggiungendo la doppia cifra. Maiolo, imbattuto con 57 (42 palle) e ben coadiuvato da Fida Hussain 23 (27 palle), era ancora il perno ma una menzione va anche a Ross, splendido nel chiudere la partita con un invitto 12 (4 palle) nell’ambito di un connubio che ha realizzato 34 punti in soli 13 lanci. Alle ore 15.33 di sabato 1 settembre Emanuele Dotto dai microfoni di Sabato Sport su Radio Rai 1 annunciava la trionfale qualificazione azzurra alla fase successiva.
 
C’era il rischio di deconcentrarsi nella platonica partita di chiusura contro l’Isola di Man. I compaesani di Mark Cavendish, in ossequio al più famoso tra i loro campioni, lanciavano uno sprint lunghissimo, che li portava a 50 punti in soli 5 overs per poi esaurirsi repentinamente. Erano il Rangana Herath di Bogliasco, Madupa Fernando (3/13), ed un sorprendente Maiolo al lancio (3/11) a frenare le velleità dei manx. C’era gloria per tutti con Gianpiero Meade autore di un run out ed anche gloria per i meneghini Zahid Cheema e Tharindu Fernando con quest’ultimo che chiudeva la carriera azzurra con un wicket al suo ultimo lancio. La premiata ditta formata da Manpreet Singh con 42 (34 palle)  e Nick Maiolo con 45 (34 palle) assicurava il raggiungimento del target di 114 con ancora 39 lanci a disposizione.
 
A distanza di 20 anni, l’Italia trionfava di nuovo nella terra dei tulipani. Ma chi l’ha detto che la storia, quando si ripete due volte, sia prima tragedia e poi farsa? Sicuramente, uno che di cricket non ci capiva niente!