L’intervista della settimana: Kelum Perera

L’intervista della settimana: Kelum Perera

03/02/2020

L’intervista della settimana: Kelum Perera

Ex giocatore, ex allenatore e dirigente di lungo corso, nonostante la giovane età, lo scorso anno Kelum Perera è diventato il segretario generale della Federazione. Lo abbiamo intervistato per farci spiegare che anno sarà il 2020 per il cricket italiano.

 

Seppur con ruoli diversi Kelum Perera ha rappresentato un elemento di continuità in questa nuova federazione come è stato il passaggio dal campo alla scrivania?

 

KP: «Diciamo che il passaggio non è proprio stato tra campo e scrivania, in quanto già negli ultimi anni, il ruolo predominante era l’organizzazione dell’attività federale. Il passaggio reale è tra cricket e carta…. Tanta carta!».

 

Su cosa ti sei concentrato in questi primi mesi di lavoro?

 

KP: «L’attenzione è stata posta principalmente sui soldi, sulla disponibilità economica della Federazione. Cercare di mettere in ordine i conti e provare a delineare un piano d’azione futuro, tenendo come focus principale il cricket».

 

Come è cambiata o come cambierà la “macchina” federale?

 

KP: «La macchina federale ha avuto qualche cambiamento ma credo che siamo ancora nella fase “Work in Progress”. Il cambiamento principale di questa macchina è nel motore. È stato creato un ufficio di segreteria generale a Roma, al fine di concentrare in unico luogo di lavoro la struttura. Ma più di tutto si è lavorato sulla governance, definendo ruoli e compiti. Sono in più state create delle commissioni di lavoro con tematiche specifiche, definendo obiettivi e identificando tempi di realizzazione».

 

Quali sono le difficoltà che hai trovato?

 

KP: «La difficoltà principale è stato nell’adattamento al ruolo, e la ricostruzione di quel che era il passato. Devo sicuramente ringraziare tutti coloro che si sono resi disponibili in questo periodo di costruzione che non è stato semplice».

 

Cosa ci possiamo aspettare per il 2020?

 

KP: «Il 2020 sarà sicuramente un anno importante, stiamo lavorando per migliorare i rapporti con i nostri stakeholder. Tutti sono importanti e solo insieme si può aumentare e migliorare il movimento del cricket in Italia. Per il 2020, proveremo anche a mandare in “onda” alcune delle partite dei nostri campionati. Ci stiamo attrezzando al fine di avere la tecnologia di supporto. Credo ci sia un interesse crescente attorno al cricket e, vista l’era in cui siamo, ritengo che la Federazione debba necessariamente percorrere questa strada in maniera decisa».

 

Quali saranno gli appuntamenti della nazionale italiana per il 2020?

 

KP: «La nazionale maggiore avrà con certezza due appuntamenti. Il primo in ordine di tempo sarà la Qualificazione T20 Europea in Spagna dal 14 al 23 maggio. La scorsa settimana ci hanno comunicato che siamo stati inseriti nel girone insieme a: Norvegia, Spagna, Francia, Bulgaria, Israele, Malta e Cipro. Il secondo impegno sarà invece in Uganda dal 27 luglio al 9 agosto per la seconda fase del Challenge League, Gruppo B. Oltre alla nazionale maggiore, ci sarà anche la nazionale giovanile, che grazie a lavoro fatto nei tornei U13 e U15 si è garantita la partecipazione al torneo continentale che si svolgerà tra il 22 e il 30 luglio. Al momento la località dove si svolgerà il torneo non è stata ancora confermata. In questo senso mi preme ringraziare quelle società che hanno partecipato ai tornei U13 e U15 lo scorso anno, in quanto hanno permesso alla Federazione di essere in regola nei confronti della ICC con i criteri di eleggibilità».

 

Quali sono i rapporti della Federcricket con il Coni?

 

KP: «I rapporti con il Coni, sono buoni. Lo sono sempre stati negli ultimi anni. I vertici del Coni sono sempre stati molto vicini e a conoscenza delle varie dinamiche che hanno caratterizzato il recente passato della Federazione. Credo inoltre che sebbene la Federazione Cricket non sia nel panorama sportivo italiano uno dei principali sport sia sempre stata rispettata per la sua valenza internazionale. E questo è un aspetto che non deve ritenersi scontato. Con il Presidente del Coni Malagò, c’è un rapporto personale che va al di là dei rapporti istituzionali. È un grande uomo di sport, sempre pronto ad ascoltare, che ha cambiato l’immagine dello Sport Italiano nel Mondo e soprattutto è riuscito, in un momento politico difficile del Paese a portare le Olimpiadi Invernali del 2026 in Italia. La missione del Coni per portare le Olimpiadi invernali in Italia, di cui ho avuto il privilegio di far parte, è stata una incredibile dimostrazione di come l’unità di tutti gli interessati possa far ottenere risultati, che inizialmente possono sembrare irraggiungibili... Un esempio per molti, anche per il movimento del cricket in Italia.».

 

Intervista a cura di Nicola Sbetti