IL CRICKET DI FRONTE ALLA POSSIBILE RIPRESA SPORTIVA

IL CRICKET DI FRONTE ALLA POSSIBILE RIPRESA SPORTIVA

01/05/2020

Dopo aver incontrato nei giorni scorsi il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, i presidenti delle altre Discipline Sportive Associate, i vertici del Coni e alcuni gruppi parlamentari si è svolta oggi, primo maggio, dalle 10 alle 11.30 una riunione telematica in cui il Presidente della FCrI, Fabio Marabini, e il Segretario Generale, Kelum Perera, hanno incontrato i presidenti delle squadre allo scopo di fare il punto della situazione di fronte alla graduale riapertura programmata dal governo per i prossimi mesi e alla possibile ripresa dell’attività.

Il Presidente Fabio Marabini ha subito ricordato che, «al di là di quella che può essere stata la percezione iniziale, è importante ribadire che purtroppo i rischi c’erano e ci sono ancora». Per la FCrI, infatti, la salute dei tesserati viene prima di ogni considerazione sportiva ed economica e proprio per questo «il cricket non riprenderà fino a che non ci saranno le condizioni sanitarie e normative per farlo».

Oltre al rischio di contagio infatti, si attende di capire quali saranno le responsabilità legali. La federazione è inoltre al lavoro per definire un protocollo, ma prima di pubblicarlo si attendono ancora le indicazioni del governo rispetto a diversi punti critici. Nemmeno l’International Cricket Council, al momento ne ha adottato uno. C’è comunque la consapevolezza che per gli sport di squadra ci sono difficoltà maggiori rispetto agli sport individuali. In ogni caso da lunedì gli atleti di interesse nazionale potranno con un certificato della società e della Federazione allenarsi individualmente.

In attesa di capire come, quando e se si ripartirà (una decisione che comunque sarà presa coinvolgendo le società) tutte le scadenze federali sono state prorogate al 18 maggio. Al momento comunque nel più ottimistico degli scenari la FCrI esclude di poter ipotizzare una ripartenza prima di luglio.

Lo stop causato dal coronavirus arriva senz’altro in momento di grande sviluppo per il cricket italiano visto che quest’anno si era affiliato un 30% di squadre in più rispetto all’anno precedente, ma come ha dichiarato Marabini in conclusione dell’incontro: «cerchiamo di usare questa pausa forzata per lavorare tutti insieme per il bene della famiglia del cricket».