Rassegna Stampa #8

Rassegna Stampa #8

15/09/2017

Source : Avvenire
Author: Nicola Sbetti

Match info: www.icc-cricket.com/news/471826

Lo Sport sfida il terrorismo

Dopo l'attentato del marzo 2009, subìto dalla nazionale di cricket dello Sri Lanka, il Pakistan non poteva più esibirsi negli stadi del proprio paese e per ragioni di sicurezza giocava negli Emirati. Ora i match disputati in terra pachistana hanno posto fine all'esilio.

I migliori giocatori di cricket sono in Pakistan per "battere" il terrorismo. Lahore è una città in festa e in trepidante attesa per l'ultima sfida decisiva. Dopo la vittoria di martedì scorso, 12 settembre, la nazionale pachistana è incappata il giorno dopo in una sconfitta che ha riportato in parità la serie, ma ciò non ha fermato la gioia nè i festeggiamenti. Il vero successo, infatti, è che, dopo otto anni di assenza, il cricket internazionale sia tornato in Pakistan.
da quando nel marzo del 2009 un attentato aveva colpito proprio a Lahore la nazionale di cricket dello Sri Lanka che si recava allo stadio, il Pakistan era stato costretto per ragioni di sicurezza, a giocare tutte le partite casalinghe negli Emirati Arabi. I terroristi avevano vinto, ma ora questo esilio forzato - interrotto momentaneamente solo da un tour dello Zimbabwe nel 2015 - sembra essere finalmente finito.

Il merito è di un gruppo eterogeneo e ben remunerato di fuoriclasse (quattro sudafricani,  tre australiani, due caraibici, un inglese, un bengalese, uno cingalese e un neozelandese con un allenatore dello Zimbabwe) inquadrati in una selezione denominata World XI, che ha accettato di contendere al Pakistan l' Independence Cup, in una serie di tre incontri (già disputati quelli del 12 e il 13 e l'ultimo oggi), tutti al Lahore, nel formato più rapido e spettacolare del gioco: il twenty 20. Il commissario tecnico Andy Flower - che in occasione del Mondiale del 2003  non ebbe paura di scendere in campo, assieme al compagno Henry Olonga con una fascia nera al braccio in segno di lutto per protestare contro "la morte della democrazia in Zimbabwe", si è detto entusiasta della calda accoglienza dei tifosi, estasiati dalla possibilità di vedere finalmente giocare dal vivo i propri beniamini, molti dei quali all'esordio sul suolo natio, e star internazionali del calibro di Hashim Amla, Mornè Morkel e Darren Sammy.
In realtà, come la stessa federazione pachistana ha dovuto ammettere, l'eccessivo costo dei biglietti ha causato qualche vuoto di troppo negli spalti del Gheddafi Stadium; un impianto da 27 mila posti , che nel 1974 fu intitolato all'ex dittatore libico, dopo un suo discorso a favore del nucleare pachistano. Il mancato tutto esaurito resta un piccolo neo dovuto  probabilmente al fatto che quasi tutte le risorse disponibili sono state dedicate alla sicurezza degli atleti e degli stessi spettatori. Proprio perchè in Pakistan il cricket è qualcosa di più di un semplice sport, era stato colpito dai terroristi nel 2009.
Di conseguenza il ritorno degli incontri internazionali assume oggi un significato simbolico che va ben oltre l'aspetto ludico e che riflette la volontà delle istituzioni pachistane di resistere a chi vuole imporre terrore e disordine nella regione. Se tutto filerà liscio, come in occasione dei primi due incontri, sarà stato fatto un altro piccolo passo verso il ritorno alla normalità.

I segnali non mancano. Già lo scorso marzo la finale della Pakistan super League si è svolta a Lahore senza problemi, mentre ad agosto la federazione cingalese ha comunicato la sua disponibilità a giocare in Pakistan almeno una delle tre partite previste in autunno per fra le due nazionali. Il suo presidente Sumathipala ha significativamente dichairato: "Lo Sri Lanka ha combattuto per tre decadi una guerra al terrorismo e in quel momento, quando nessun altro voleva venire qui a giocare, il Pakistan, così come l'India, si sono invece mostrati solidali". per tutti questi motivi, quando oggi le squadre capitanate da Faf Du Plessis e Sarfraz Ahmed scenderanno nuovamente in campo per sollevare il trofeo, avranno la consapevolezza che, inseguendo la vitttoria sportiva, aiuteranno i pachistani a "battere" il terrorismo.